Nonostante i controlli resta alto il pericolo fitosanitario per gli agrumi italiani

A poco più di un mese dall’introduzione dei nuovi divieti temporanei imposti dall’Unione Europea all’importazione di agrumi dall’Argentina, abbiamo raccolto la riflessione di Corrado Vigo, consigliere nazionale Conaf e delegato nazionale Confagricoltura.

Corrado Vigo

La decisione dell’UE, ricordiamo, è stata presa a seguito del verificarsi di un numero sempre maggiore di casi di Citrus Black Spot (CBS, o maculatura nera degli agrumi) nelle spedizioni. Il divieto è entrato in vigore il 16 agosto 2020 e durerà fino al 30 aprile 2021.

“Dal 2013 – ha esordito Vigo – e fino all’anno scorso, ho fatto parte del Tavolo Tecnico esperti agrumi che si teneva due volte l’anno in Commissione Europea, quale delegato dalla Confagricoltura Nazionale, in rappresentanza degli agrumicoltori italiani. Tale organismo, come noto agli addetti ai lavori, aveva il compito, tra gli altri, di esaminare le problematiche fitosanitarie che colpiscono il settore. In più di un’occasione, l’intervento del tavolo tecnico era riuscito a far bloccare le importazioni da Paesi extraeuropei, quali Sudafrica, Argentina e Brasile, in tutti quei casi in cui venivano intercettati carichi riportanti fitopatie non presenti nel nostro Paese, quali ad esempio il Citrus Black Spot o il Citrus Canker, o peggio l’Huanglongbing“.

Al Tavolo Tecnico erano presenti anche Spagna, Portogallo, Cipro, Francia, Grecia e altri: insomma, tutti gli Stati membri che, all’interno dell’Unione Europea, per l’appunto, coltivano agrumi.

Black Spot su arancia

“Fra le peculiarità di questo Tavolo Tecnico – prosegue l’agronomo siciliano – c’era anche quella di verificare e orientare la Commissione Europea in materia di norme fitosanitarie e sulla riduzione dei residui di fitofarmaci, non solo nei frutti allo stato fresco, ma anche nei vari derivati, come ad esempio gli oli essenziali del limone. Senza alcun preavviso, e senza darne comunicazione ai delegati dei vari Paesi, la Commissione Europea ha ritenuto di cancellare questa importante istituzione, senza sostituirla con alcun altro organo consultivo o di propositivo similare”.

“Così oggi i territori, le aziende e i professionisti – conclude Vigo – si ritrovano nell’impossibilità di interagire con la Commissione Europea per evitare, o arginare, problematiche fitosanitarie. Siamo di fronte a una nuova condizione che si sta rivelando sempre più pericolosa, per i nostri agrumi. Ben vengano iniziative come quella adottata a fine agosto scorso ma ritengo, al pari dei miei ex colleghi degli altri Paesi, che l’impossibilità di un contributo fattivo e diretto proveniente dagli areali di produzione europei, lasci scoperta una rete di vigilanza. E’ stato cancellato un Tavolo che ha sempre ben operato e che semmai andava rafforzato a contrasto delle scorciatoie, tanto care a chi consapevolmente continua a operare in maniera subdola con merce che non dovrebbe neanche partire per certe destinazioni”.

Fonte: FreshPlaza

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